Rapporto con il vicino di casa

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 15 giu 2019, 19:22

Ciao Fabio! Caspita, sono davvero impressionato dalla tua interpretazione e anche molto grato perchè hai dedicato tempo al mio quesito - 谢谢
Ma dove hai imparato il cinese?

Ho letto attentamente le tue righe, devo dire che nel complesso descrivono esattamente il mio stato d'animo, cioè "sento" che i miei pensieri concordano pienamente con la mia intenzione. Cercare il dialogo per l’ennesima volta con il mio vicino implicherebbe per me simulare dei sentimenti di amicizia che purtroppo non provo più, mentire a entrambi quindi, il che sarebbe esattamente il contrario di quanto mi suggerisce a) l'istinto; b) il buonsenso.
E anche comprendo benissimo ciò che intendi dicendo di non connettere al lui il rancore, infatti ritengo che immergersi consciamente in emozioni passeggere e comprenderle a fondo sia il presupposto per poterle infine lasciare andare in pace con se stessi.
Comunque ho ancora più di tre mesi di tempo per pensarci su - non lungo tanto quanto una vita intera, ma spero che mi servano da lezione.

Grazie ancora infinitamente per le tue riflessioni, mi hanno aiutato parecchio!

Buon fine settimana,
Ulisse

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda RediSpade » 15 giu 2019, 20:09

ulisse ha scritto:Caro Re di Spade, grazie tante ancora per il tempo che ti prendi per il mio quesito. Dunque, per quanto riguarda il mio inconscio ruolo di vittima: con il suo aiuto alcuni anni fa ho trovato questo appartamento grande e centrale in cui vivo ora; siccome appartiene a una sua zia ricchissima che abita lei stessa nel condominio mi é stato affittato per una cifra mensile veramente amichevole. L’unico inconveniente é che il mio contratto é a breve termine e quando fra due anni scade gli basta dire una parolina alla padrona di casa e io posso sloggiare (lo ha giá fatto con un suo amico che viveva qui prima di me perchè sosteneva che era un “bastardo”). Dunque, a parere di chi non conosce la situazione può senz'altro sembrare che abbia colpa io perché mi lascio sfruttare, ma nella situazione in cui mi trovo perdere casa sarebbe un puro disastro per cui finora ho esauidito la maggior parte dei favori da lui richiesti per “tenermelo buono” (sí, hai ragione, é più forte di me perchè io sono squattrinato e dipendente dalla sua benevolenza - é forse deplorevole dal punto di vista etico?). Finora si é trattato di bazzecole e non ci ho trovato nulla di male, anzi, facevo anche volentieri tipo prestare il mio trapano, aiutarlo con dei lavoretti di manutenzione in casa e sul pc ecc., ultimamente peró mi ha scongiurato di concedergli un prestito (figurati se avrebbe accettato una tutela senza prenderla per un'offesa mortale al suo onore) perchè a sua detta si trovava nei pasticci di brutto e quando ho scoperto che invece ne aveva bisogno per andare in vacanza mi sono appunto permesso di reclamare. In seguito alla sua furiosa reazione (risparmo di elencare gli epiteti che mi ha appioppato) mi è passata ogni simpatia che nutrivo per lui in passato (non nego che ci siamo fatti spesso un mucchio di risate, non per niente siamo stati a lungo ottimi amici), nel senso che dopo l’iniziale risentimento di lui ora semplicemente proprio non me ne frega più nulla, per citare un passaggio del tuo post, e con ciò intendo da un momento all’altro, come se qualcuno avesse spento improvvisamente un interruttore.
Essendo praticante buddhista non gli serbo rancore, é fatto cosí e basta e gli auguro sinceramente tutto il meglio, ma se in futuro potessi evitare che i nostri sentieri s’incrociano farei un enorme piacere a entrambi e a me stesso in particolare. Essendo vicini di casa ciò non é possibile logicamente, perció mi chiedo se ignorarlo cortesemente sia più consigliabile che cercare il dialogo (come ho già accennato non si tratta del primo “malinteso”, ma parlarne finora non ha mai risolto nulla, al contrario, lo ha mandato ancora più in bestia). Che abbia rilevanza o meno, ma si tratta nel suo caso di un aristocratico che dall’infanzia è abituato a trattare noi plebei come suoi propri servi, motivo per cui non solo si è fatto parecchi nemici nel frattempo, bensí é anche stato licenziato appunto prima che se andasse in vacanza a mie spese, mentre io stesso ho avuto l’onore di fare la conoscenza di questo adorabile lato del suo carattere solo recentemente.
Vedi tu se la mia percezione sia bianconera, in ogni caso a me sta a cuore principalmente un rapporto di vicinato privo di tensioni e a questo proposito pondero bene su come comportarmi con lui una volta che sarà tornato.

Saluti,
Ulisse

Potrei sostituire "bisogno che hai di questi soldi" con "bisogno che hai di tenerti casa" e ricopiare identico il mio post precedente (nel quale non ho affatto scritto di cercare il dialogo, rileggi con attenzione), perché ciò che aggiungi di thread in thread non fa che confermare quanto sia profonda la tana del bianconiglio e quanto ampia la tua confusione in merito a questo rapporto, perfino nella stessa descrizione che ne dai.

In sostanza, vorresti eliminare il rapporto con il tuo "amico", mantenendo al contempo i vantaggi che da esso derivano, cosa quantomeno improbabile.

Ad ogni modo, il problema relativo alla casa investe l'area della sopravvivenza, quindi si tratta di un bisogno primario.
Spostando il tuo focus da tale bisogno al tuo amico (che ha un evidente potere su di esso, soprattutto perché TU non vedi o non vuoi vedere alternative), di fatto interpreti il rapporto attraverso la lente del bisogno stesso e per forza di cose finisci per applicare una risposta elementare (la modalità "attacco o fuga") ad un problema che in realtà è secondario (l'amico).
Ecco perché il ristagno, ecco perché la lite, ecco perché la seconda linea (senza alcuna corrispondenza esterna), che dimostrano ancora una volta come il tuo conflitto sia TOTALMENTE interiore e destinato ad acutizzarsi nei prossimi mesi, tanto più se non allarghi gli orizzonti.
Tra l’altro, mantenendo questo status quo, dovrai sempre cedere (linea bersaglio 6.2) e questo di certo non favorirà lo scioglimento del tuo conflitto interno, anzi.

La tua "strategia" non tiene conto del contesto (fortemente instabile), né dell'”avversario” (altrettanto fortemente instabile), ma soprattutto non cambia nulla nei fatti, perché a prescindere da quanto lo frequenti, sempre sul “suo” territorio rimani e sempre in balia delle SUE decisioni. E stando a quanto descrivi, non so quanto il Nobiluomo in questione possa apprezzare il fatto di essere sostanzialmente snobbato e tenuto a distanza da un “plebeo”.

Per me le cose stanno così, e cercare la “terza via” sarebbe la soluzione migliore (“al grande uomo il ristagno serve alla riuscita”), se solo riuscissi a focalizzare meglio il problema e ragionare sulle possibili soluzioni. Hai ben quattro mesi di tempo per ricalibrarti. Non sono pochi.
Ma visto che sei decisamente orientato altrimenti, non resta che attendere l’evolversi degli eventi.
Il tempo ci darà le risposte, se ti andrà di farci sapere.

Ciao

RdS

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 15 giu 2019, 23:38

Grazie mille ancora Re di Spade!
Una terza via, certo! Potrebbe essere quella che ha suggerito gentilmente Oregon Ontario, cioè:

“Piuttosto rivolgiti a qualcuno (il grande uomo) super partes di sufficiente autorità per intervenire e dirimere lo scontro (un amministratore?).”

Ma prima di ricorrere all’intervento di un mediatore riconosco che devo chiarire innanzitutto le ragioni del mio conflitto interiore.
Successivamente dovrei trovare una persona imparziale disposta a chiarire gli equivoci, il che sarà abbastanza difficile visto che i nostri pochi amici in comune lo detestano, ma come dicevi tu ho ancora a disposizione alcuni mesi di tempo.

Infine comunque avete ragione tutti, apprezzo molto i vostri consigli e non mancherò di tenervi aggiornati!

Cordialmente,
Ulisse

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