Rapporto con il vicino di casa

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Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 10 giu 2019, 02:00

Ciao a tutti!

Forse potete aiutarmi con il mio esito. Recentemente ho avuto un'accesa discussione con un amico di vecchia data avvenuta poco prima che partisse per un lungo viaggio. In passato mi é già mancato ripetutamente di rispetto per cui preferirei non aver più nulla a che farci, ma purtroppo si tratta del mio vicino di casa e al suo ritorno vorrà senz'altro sapere perchè lo evito. Quindi ho chiesto a I Jing se mi consiglia di mantenere comunque il mio atteggiamento (cioé ignorarlo cortesemente e rimanere a distanza per non avvelenare l'atmosfera). Responso: 12.2 -> 6
La seconda linea del ristagno nella versione di Wilhelm descrive la situazione a pennello:

Portarli e tollerarli, questo significa per gli ignobili salute.
Al grand'uomo il ristagno serve alla riuscita.

Qundi proprio la mia strategia direi, ma il mutamento nel 6, la lite, mi irrita alquanto. Vuol dire che finiremo lo stesso col litigare?

Grazie per l'attenzione!

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda Valter Vico » 10 giu 2019, 12:20

Scusa, ma perchè dovreste litigare? Dove lo leggi nel responso?
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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 10 giu 2019, 12:28

Il mutamento è l'esagramma 6, la lite. Mi sembra superfluo aggiungere altro.

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda Oregon - Ontario » 10 giu 2019, 14:31

Direi che Valter ha ragione. Perché dovreste litigare?
Credo tu non abbia ben recepito la sentenza e l'immagine del 6 mentre ti sei fermato al "nome" dell'esagramma.
Il 6 fa da sfondo a tutta la faccenda ma non invita affatto a litigare bensì a meditare accuratamente la situazione e a non perseguire una lite perchè andrebbe a finire male, pur avendo tu ragione.

Che voi siate su versanti opposti lo dice sia il 12 che il 6 stesso. Non c'è connessione fra voi (cielo e terra non s'incontrano) e tu lo confermi col fatto che lui in passato ti ha mancato di rispetto.
Ora sembri su di un piano più giusto per te.

Nel 12 si avvisa che il nobile deve ritirarsi in segretezza e che non deve rinunciare ai propri principi. Inoltre deve ritirarsi nel suo valore interiore e non farsi corrompere né deve partecipare alla bassezza altrui.
Evidentemente questo tuo amico e vicino non è per nulla una bella persona. La seconda linea mi sembra tu l'abbia anche afferrata ed è un ulteriore consiglio a a non mescolarti con costui perchè non è il tuo giusto posto.

Anche la linea bersaglio del 6, la seconda cioè, mi appare confortare quanto sopra. Infatti se la vai a vedere, ti dirà che è meglio ritirarsi da lite e lotta. Il tuo vicino pare in qualche modo troppo forte perchè animato da vera litigiosità caratteriale e quindi lascia perdere gli scontri aperti. Altrimenti ne usciresti malconcio.
Magari evitalo "cambiando strada" se possibile letteralmente (si rincasa per altra via) anche perchè così ci sarebbe un guadagno che riguarda altri persone (familiari? Altri vicini?).

Se proprio vuoi affrontarlo allora sappi che dovrai chiamare a raccolta tutte le tue forze e risorse ma a tuo rischio e pericolo. Piuttosto rivolgiti a qualcuno (il grande uomo) super partes di sufficiente autorità per intervenire e dirimere lo scontro (un amministratore?).

Come vedi il testo ti consiglia di non attraversare la grande acqua (non tentare imprese) e di non litigare. I consigli ci sono quindi e anche molto chiari. Poi fai tu ma ti suggerisco di ascoltarli e di rileggere bene il 12 e il 6 nelle loro sentenze e immagini e di fare tesoro della linea 2 del 12 per capire il da farsi.
Insomma direi che un'analisi più attenta non sarebbe poi così superflua...ed eviterei di fermarmi solo al nome dell'esagramma senza averne compreso prima sentenza e immagine.
Auguri e facci sapere come va!

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 10 giu 2019, 18:51

Grazie mille per la tua interpretazione e per l'analisi veramente azzeccata della situazione! Purtroppo ci hai proprio beccato in pieno con la descrizione del suo carattere :-( Ti attacca con il suo pungiglione velenoso e se ti permetti di lamentarti va letteralmente in bestia - ecco perchè non voglio più averci a che fare.

Il mutamento nel 6 - lite - mi aveva confuso perchè io già in un'altra occasione (non per via di lui) ottenei questo esagramma secco e prontamente pochi giorni dopo affrontai un gran brutto litigio (non solo io, altri miei colleghi anche contro il mio capo).
A ottobre tornerà, poi se v'interessa aggiorno :-)

Buona serata e grazie ancora!

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda RediSpade » 10 giu 2019, 23:23

ulisse ha scritto:Ciao a tutti!

Forse potete aiutarmi con il mio esito. Recentemente ho avuto un'accesa discussione con un amico di vecchia data avvenuta poco prima che partisse per un lungo viaggio. In passato mi é già mancato ripetutamente di rispetto per cui preferirei non aver più nulla a che farci, ma purtroppo si tratta del mio vicino di casa e al suo ritorno vorrà senz'altro sapere perchè lo evito. Quindi ho chiesto a I Jing se mi consiglia di mantenere comunque il mio atteggiamento (cioé ignorarlo cortesemente e rimanere a distanza per non avvelenare l'atmosfera). Responso: 12.2 -> 6
La seconda linea del ristagno nella versione di Wilhelm descrive la situazione a pennello:

Portarli e tollerarli, questo significa per gli ignobili salute.
Al grand'uomo il ristagno serve alla riuscita.

Qundi proprio la mia strategia direi, ma il mutamento nel 6, la lite, mi irrita alquanto. Vuol dire che finiremo lo stesso col litigare?

Grazie per l'attenzione!



Te la butto lì, poi facci pure quello che vuoi: credo che il tuo amico/nemico/vicino in questo responso non compaia nemmeno alla lontana.
La seconda linea innanzitutto è una linea interna, il che significa, molto molto spesso, alto focus interiore e scarso o nullo effetto in riferimento alla situazione concreta.
In secondo luogo, sempre in riferimento alla seconda linea, l'interpretazione certamente rassicurante che le attribuisci di te/consultante=nobile e puro al 100%, vs "l'altro"=brutto e cattivone a prescindere, è abbastanza improbabile che possa avere la minima corrispondenza con la realtà.

Quello che stai facendo, a mio modo di vedere, è proprio "onorare con appannaggi" (io ho ragione/lui torto, io sono rispettoso/lui no) quel nobile che invece non dovrebbe accettarli - perché egli stesso si mette sempre e comunque in discussione - e soprattutto stai "sostenendo e tollerando" una visione parziale, "piccola", simboleggiata dall'ignobile che ha salute perché si compiace, invece di interrogarsi, atteggiamento tipico di quando (a chi non è capitato?) si divide un rapporto, che definisci peraltro con un "amico di lunga data", in bianco o nero, in negativo o positivo tout court, ottenendo così proprio l'effetto di rinforzare ed esacerbare il distacco, la lite.
In sostanza più ti irrigidisci, ti arrocchi e metti i muri, più alimenti la tensione - a cominciare da quella tua interna, aspetto che, vista la vicinanza, rappresenta tutt'altro che un problema secondario -una tensione che poi sfocia inevitabilmente in comportamenti visibili, in azioni e reazioni esterne.

D'altronde, già solo il fatto che lui al suo ritorno potrebbe chiedersi come mai lo eviti, come scrivi, dà abbastanza da pensare che il suo eventuale cascare dal pero possa essere segno di qualcosa che faccia o abbia fatto involontariamente, che si tratti di un problema di non affinità caratteriale tra voi, non di malafede, cosa che suggerirebbe quantomeno una reazione diversa da quella che avevi in mente, a prescindere dal voler o meno proseguire questo rapporto.

E infatti, al "grande uomo" il ristagno serve alla riuscita, ovvero rappresenta un'occasione per comprendere meglio le cause di ciò che non ha funzionato in questa amicizia, cause che probabilmente risiedono in un' errata impostazione iniziale, come suggerito ancora dall'esagramma 6 derivato.
Questo affinché in futuro, nelle prossime relazioni o in questa, chissà, si eviti di ripetere lo stesso percorso e lo stesso finale.

Il "grande uomo", il "nobile" è in grado di fare questo perché si ritira nel suo "valore interiore", ovvero applica una serie di principi (quelli espressi dal libro) per indagare dentro se stesso (esagramma 12) e valutare le situazioni nella loro origine e nella loro globalità (esagramma 6), prima di agire in qualsiasi senso.
Sei in grado di essere quell'uomo?


Ti suggerirei di pensarci su.


Auguri.


RdS

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 11 giu 2019, 00:01

Ciao RdS! Grazie per la tua esauriente interpretazione, so cosa intendi dire, ci sono sempre due lati di una medaglia eccetera. In questo caso però si tratta in effetti di una situazione in bianco e nero: lui mi deve dei soldi, ma invece di restituirmeli va in vacanza per mesi pur sapendo che ne ho bisogno. Per me questa è una cosa inaccettabile, in più invece di almeno scusarsi quando mi permisi di osservare cortesemente che non lo trovo corretto me ne ha dette di tutti i colori. Amici in comune che conoscono la nostra situazione da anni la vedono simile a me, quindi, per quanto legittimo il tuo consiglio, purtroppo temo che non risolva il mio problema.
Saluti cordiali!
Ulisse

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda RediSpade » 13 giu 2019, 22:22

ulisse ha scritto:Ciao RdS! Grazie per la tua esauriente interpretazione, so cosa intendi dire, ci sono sempre due lati di una medaglia eccetera. In questo caso però si tratta in effetti di una situazione in bianco e nero: lui mi deve dei soldi, ma invece di restituirmeli va in vacanza per mesi pur sapendo che ne ho bisogno. Per me questa è una cosa inaccettabile, in più invece di almeno scusarsi quando mi permisi di osservare cortesemente che non lo trovo corretto me ne ha dette di tutti i colori. Amici in comune che conoscono la nostra situazione da anni la vedono simile a me, quindi, per quanto legittimo il tuo consiglio, purtroppo temo che non risolva il mio problema.
Saluti cordiali!
Ulisse


Volendo mantenere la visione bicolore, visto che ci tieni, verrebbe da chiedersi per quale misteriosa ragione tu ti sia ostinato, nel tempo, a comportarti da colomba nei confronti di uno che è palesemente falco.
Non so se i tuoi amici abbiano una risposta anche a questo quesito; posso dirti invece, con assoluta certezza, che l'I Ching non è per nulla ispirato da principi di carità cristiana, dai vari "porgi l'altra guancia" et similia, ma che anzi, se da un lato professa apertura e trasparenza nei rapporti con il prossimo, dall'altro raccomanda estrema cautela e accurata selezione delle persone alle quali ci si accompagna.
Stando a quello che scrivi, compresa l'ultima aggiunta, qui sembra quasi che questo tizio in un certo senso ti bullizzi da una vita.
Continui a mantenere rapporti con una persona che negli anni "mi è mancata ripetutamente di rispetto" (l'hai scritto tu) e, non pago di ciò, arrivi infine nientemeno che a prestargli una (immagino) discreta somma, senza alcuna tutela, né garanzia. Beh, che dire: un po' te la sei andata a cercare, tanto più se erano soldi di cui evidentemente non avresti dovuto e potuto privarti, visto che ora li reclami indietro con tanta premura.
Se dal lato bianco/colomba puoi sentirti una vittima (fai bene, di questi tempi fa audience), ti garantisco che dal lato nero/falco appari come una persona che ha agito in modo sprovveduto.

Ad ogni modo, la tua debolezza in questo rapporto è strutturale e ti riconfermo il fatto che in questo lancio lui proprio non c'è.
Primo, perché la domanda sottesa è come rientrare in possesso del maltolto ed il focus iniziale sul rapporto con il tuo amico c'entra ben poco in tal senso.
Secondo, perché la discriminante qui, l'aspetto centrale che colora tutta la situazione è il bisogno che hai di questo denaro: i soldi, in questo caso, “sostengono e tollerano” il tuo attaccamento all'"ignobile", qui inteso come “lato oscuro” del tuo rapporto con lui, il quale prospera appunto per via di tale attaccamento, come da seconda linea, a causa della visione “piccola” di entrambi.
Ci metto due minuti a trovarti sia una decina di motivi per cui lui, dal suo punto di vista, possa aver ragione a non ridarti i soldi indietro ora, sia altrettante persone che confermerebbero la validità di tale punto di vista.
Terzo, infine, perché l'atteggiamento vagamente morettiano del "mi si nota di più se faccio l'offeso o se fingo che non me ne freghi nulla?", quello sì che difficilmente risolverà il tuo problema.

Il bisogno genera attaccamento (12.2), l'attaccamento genera conflitto (6), il conflitto genera timore e tensione permanente, perché interiormente "senti", in qualche modo, che lui è più forte di te (6.2). Più forte fisicamente, o più aggressivo dialetticamente, o semplicemente più capace di far valere i suoi interessi, poco importa, e quindi non sai come uscire dal pantano. Queste sensazioni riguardano te, non lui: è il TUO modo di viverlo, di percepirlo e soprattutto di subirlo.

Il "grande uomo", al contrario, è capace di fregarsene perfino del proprio stesso bisogno, e pone strategicamente, apertamente e consapevolmente in atto il “ristagno”, pur di far valere dei principi chiari, limpidi, inamovibili: offre e chiede onestà, offre e chiede trasparenza, pone estrema attenzione alla reciprocità di sentimenti e comportamenti. O così, o fuori dalle balle, chiunque l’altro o l’altra sia.

Questo per me il senso del tuo responso, che contiene appunto un’indicazione: quella di spiegare con chiarezza (senza buttarla sul “ma tu…” “no però io…invece tu…” “e ma, capiscimi, tu…”) che un rapporto si costruisce sui principi suddetti, e che se la cosa non è condivisa finisca pure qui: dirlo come fosse una comunicazione di servizio (anche per iscritto se credi), un dato di fatto che non cambierà. E poi chiudere serenamente, rimanendo coerenti al PRINCIPIO, non all’episodio, e certamente evitando, prudentemente in seguito, le occasioni di ruggine, come da seconda linea bersaglio (è uscito 12 -6, non 6-12), per evitare scontri frontali (che perderesti nuovamente) e sceneggiate coi condomini o gli amici comuni.
Che tu ne colga o meno la differenza, porre in atto deliberatamente l’interruzione del rapporto (il Ristagno) circoscrivendo e delimitando, al contempo, il campo del contendere (la Lite), è ben diverso dal nascondersi virtualmente dietro un cassonetto per non incontrarlo quando rientrate in contemporanea a casa la sera.

Perché evitare una persona senza spiegarle il motivo non è una “strategia”, come ingenuamente la definisci nel tuo primo post, ma indice di timore e sudditanza.

E perché sarebbe un atteggiamento che, a temperamenti come il suo, farebbe salire ancora di più il sangue agli occhi.


Mia opinione. A te la scelta.


Saluti.

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda ulisse » 14 giu 2019, 00:24

Caro Re di Spade, grazie tante ancora per il tempo che ti prendi per il mio quesito. Dunque, per quanto riguarda il mio inconscio ruolo di vittima: con il suo aiuto alcuni anni fa ho trovato questo appartamento grande e centrale in cui vivo ora; siccome appartiene a una sua zia ricchissima che abita lei stessa nel condominio mi é stato affittato per una cifra mensile veramente amichevole. L’unico inconveniente é che il mio contratto é a breve termine e quando fra due anni scade gli basta dire una parolina alla padrona di casa e io posso sloggiare (lo ha giá fatto con un suo amico che viveva qui prima di me perchè sosteneva che era un “bastardo”). Dunque, a parere di chi non conosce la situazione può senz'altro sembrare che abbia colpa io perché mi lascio sfruttare, ma nella situazione in cui mi trovo perdere casa sarebbe un puro disastro per cui finora ho esauidito la maggior parte dei favori da lui richiesti per “tenermelo buono” (sí, hai ragione, é più forte di me perchè io sono squattrinato e dipendente dalla sua benevolenza - é forse deplorevole dal punto di vista etico?). Finora si é trattato di bazzecole e non ci ho trovato nulla di male, anzi, facevo anche volentieri tipo prestare il mio trapano, aiutarlo con dei lavoretti di manutenzione in casa e sul pc ecc., ultimamente peró mi ha scongiurato di concedergli un prestito (figurati se avrebbe accettato una tutela senza prenderla per un'offesa mortale al suo onore) perchè a sua detta si trovava nei pasticci di brutto e quando ho scoperto che invece ne aveva bisogno per andare in vacanza mi sono appunto permesso di reclamare. In seguito alla sua furiosa reazione (risparmo di elencare gli epiteti che mi ha appioppato) mi è passata ogni simpatia che nutrivo per lui in passato (non nego che ci siamo fatti spesso un mucchio di risate, non per niente siamo stati a lungo ottimi amici), nel senso che dopo l’iniziale risentimento di lui ora semplicemente proprio non me ne frega più nulla, per citare un passaggio del tuo post, e con ciò intendo da un momento all’altro, come se qualcuno avesse spento improvvisamente un interruttore.
Essendo praticante buddhista non gli serbo rancore, é fatto cosí e basta e gli auguro sinceramente tutto il meglio, ma se in futuro potessi evitare che i nostri sentieri s’incrociano farei un enorme piacere a entrambi e a me stesso in particolare. Essendo vicini di casa ciò non é possibile logicamente, perció mi chiedo se ignorarlo cortesemente sia più consigliabile che cercare il dialogo (come ho già accennato non si tratta del primo “malinteso”, ma parlarne finora non ha mai risolto nulla, al contrario, lo ha mandato ancora più in bestia). Che abbia rilevanza o meno, ma si tratta nel suo caso di un aristocratico che dall’infanzia è abituato a trattare noi plebei come suoi propri servi, motivo per cui non solo si è fatto parecchi nemici nel frattempo, bensí é anche stato licenziato appunto prima che se andasse in vacanza a mie spese, mentre io stesso ho avuto l’onore di fare la conoscenza di questo adorabile lato del suo carattere solo recentemente.
Vedi tu se la mia percezione sia bianconera, in ogni caso a me sta a cuore principalmente un rapporto di vicinato privo di tensioni e a questo proposito pondero bene su come comportarmi con lui una volta che sarà tornato.

Saluti,
Ulisse

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Re: Rapporto con il vicino di casa

Messaggioda fgalassi » 14 giu 2019, 14:28

Buongiorno Ulisse.

Ho una breve introduzione da sottoporti per poi passare alla risposta.
Quest’ultima la troverai dopo la serie di trattini, se l’introduzione non ti interessa.

Dunque.
Grazie (anche) allo studio dello ZhouYi/YiJing ho potuto ‘certificare’ l’importanza di due diritti fondamentali (tra vari altri):

1. il diritto a cambiare rapporto con la realtà, per sperimentare nuovi approcci;
2. il diritto a non cambiare rapporto ma a ‘implementare’ quello esistente, tanto perfezionandolo quanto garantendone lo status-quo.

La risposta del testo ha sempre a che fare, invariabilmente, con la domanda posta.
Non con la persona che la pone.
Ed in particolar modo, il testo si ‘prende cura’ delle azioni.
E’ ovvio che domande e azioni affiorano dalle persone, esprimendone le dinamiche, i conflitti e le peripezie.
Ma il testo è come un argine.
Semplificando molto, risponde in due modi banali:
a) ok, la tua domanda-azione è proattiva (ovvero capace di anticipare/sviluppare in modo favorevole l’interazione con il contesto)
b) non è ok: la tua azione produrrà se non un risultato negativo, una reiterazione del problema.

Intanto la tua domanda-azione è quasi perfetta, dal punto di vista interpretativo.
Infatti chiedi un ‘parere’ su qualcosa che sembra già determinato come azione strategica.
Perfetta invece sarebbe stata una definizione dell’intenzione:
A) questa è la situazione
B) Io farò questo (è deciso, definitivo, faccio questo).

------------------ ------

Vediamo il testo (che per ragioni di tempo a mia disposizione analizzerò sono in due parti principali: i nomi degli esagrammi e una porzione del testo della seconda linea).


Hex. 12 否
之匪人。不利君子貞。大往小來
六二 包承。小人吉。大人否。亨

Hex.6 訟
有孚。窒惕。中吉。終凶。利見大人。不利涉大川。

Il primo aspetto da considerare è ciò che lega i nomi degli esagrammi: 否 e 訟

I componenti del primo sono 不 e 口 ovvero una negazione e una bocca.

Nel secondo la 'cosa' è più articolata, indicando il rapporto che sintetizzo tra il ‘parlare’ 言 e in qualche modo la sua strutturazione (公).

La relazione di questi due caratteri già dice molto:
governa bene ciò che hai domandato “cioé ignorarlo cortesemente e rimanere a distanza” investi in modo efficace in questa direzione.
Non fare altro di cui non hai altrettanta consapevolezza (不利涉大川 - non è favorevole attraversare la grande acqua)

Se sei un praticante buddhista, la consapevolezza e la presenza mentale sono perfette in questo frangente: non si apprende necessariamente e solo dalla risoluzione dei rapporti esterni ma anche dall’osservazione del flusso interiore, incessante, tra mente-che-pensa e mente-che-percepisce.

Perciò ci viene comunicato un modo, che sviluppa, nuovamente, quanto tu affermi: “Essendo praticante buddhista non gli serbo rancore”:

i primi due caratteri della seconda linea parlano di un’offerta che è presentata tenendola unita/compatta con bende/lacci: 包承.

ancora una volta, non connettere a lui il rancore.
Tu sei capace di provare un sentimento, che hai il diritto di etichettare come ‘rancore’ ma hai pure la facoltà di esplorarlo e viverlo senza ‘con-serbare’.

Osserva 包 ciò che sorge (in te) semplicemente come ‘ciò che è sorto’ 承

Azioni e risoluzioni esterne sono per il grande uomo (大人).
Ovvero per chi è ben allenato a far corrispondere interno con esterno, azione interiore con azione esteriore.

Ci si può impiegare anche tutta una vita.
Ma vale la pena.
Fabio Galassi
narrazioni centrate sulla persona

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